Mercedes Classe E 220d Cabrio – un gioiello per la bella stagione

Di , scritto il 21 Febbraio 2018

Mercedes Classe E 220d Cabrio è una decappottabile di straordinario charme che aggiunge all’eleganza un altissimo livello di comfort e di innovazioni tecnologiche.

La capote è perfettamente isolata e insonorizzata, grazie all’impiego di una tela multistrato e alla presenza di un impianto di apertura elettrica. Può essere scoperta anche in marcia, fino a una velocità di 50 chilometri orari. Come su tutte le cabrio Mercedes più recenti anche qui è presente la funzionalità Airscarf, una sorta di sciarpa d?aria calda che avvolge la nuca. Utilissimo anche il frangivento elettrico Aircap, che permette di godere al meglio l?esperienza di guida open air. La capote è disponibile in 4 colori: marrone, rosso bordeaux, blu scuro e nero, ciascuno di essi combinabile con i colori della carrozzeria.

Per quanto riguarda gli interni, nella scheda tecnica spicca la grande capacità del bagagliaio (385 litri a capote chiusa e 310 a capote aperta). L’abitacolo è molto slanciato (4,8 metri) e ha un assetto ribassato di 15 mm rispetto alla Ypsilon berlina. I sedili sono imbottiti come una poltrona, estremamente riposanti e muniti di rivestimenti in pelle resistenti ai raggi ultravioletti.

Nel centro della plancia si trova un grande display da 12,3 pollici HD. Gli smartphone sono integrabili col wi-fi interno ed è presente anche la funzione di ricarica wi-fi.

A livello di motorizzazioni, sono disponibili un motore da 194 CV in grado di passare da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi. Le versioni da 6 cilindri arrivano fino a 333 CV. Di serie si trova il cambio automatico a 9 marce e su richiesta è possibile disporre della trazione integrale 4Matic.



Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2018, P.IVA 01264890052
SoloMotori.it – Il mondo delle auto e dei motori supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009