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Abitudini alla guida: perché abbassiamo il volume della radio durante le manovre?

Capita spesso, soprattutto per parcheggiare, che nel fare alcune manovre importanti si tende ad abbassare il volume dell’autoradio. Il motivo è di natura psicologica, e vediamo i motivi. 

Il volume alto della musica in macchina non dovrebbe intaccare azioni semplici come quella di guardare fuori dai finestrini e negli specchietti, di valutare a occhio le distanze, e applicare la giusta pressione a freno, frizione e acceleratore. Operazioni per cui non è necessario l’utilizzo principale dell’udito. Eppure talvolta capita di abbassare automaticamente il volume della radio quando si è in procinto di fare una delicata manovra, ad esempio, in retromarcia per entrare in un parcheggio oppure mentre si cerca un determinato numero civico in una strada che non si conosce. Qual è l’automatismo mentale che conduce tale azione?

Abbassare il volume dell'autoradio durante le manovre
Regolazione del volume dell’autoradio durante le manovre, foto @web

Il cervello umano non è abbastanza in grado, a volte, di compiere più azioni contemporaneamente, specialmente quando si devono gestire situazioni che richiedono maggiore attenzione e concentrazione rispetto al solito.

Il cervello (l’organo del sistema nervoso centrale) deve recepire ed elaborare tutte le informazioni raccolte attraverso i 5 sensi cioè vista, udito, tatto, olfatto e gusto; oltretutto si occupa di valutare in ogni momento qual è il suo compito primario, ovvero l’azione che richiede più attenzione e maggiore energia, ed eventualmente quale sia il suo compito secondario, quello che ne impiega di meno. In poche parole, gli esperti di scienze cognitive spiegano che per guidare e ascoltare una canzone dall’autoradio non ci sono complessità che necessitano tale concentrazione poiché guidare non occupa a pieno tutte le risorse mentali del nostro cervello.

Un automatismo che riguarda le scienze cognitive

Il discorso diventa diverso nel momento in cui cambia il livello di attenzione che richiede una delle operazioni che si stanno svolgendo. Cambia il livello di difficoltà per portare avanti una conversazione quando si è alla guida, ad esempio, in situazioni particolari come su una strada ricoperta di neve o nel caso in cui si debba fare affidamento ai cartelli stradali perché non si conosce bene la zona. Per continuare ad adempire al suo lavoro nel modo migliore, il cervello richiede una maggiore attenzione da prestare a quello che percepisce come compito primario.

In sintesi, quando si stanno gestendo due operazioni in contemporanea, come guidare e sentire musica, il cervello non presta effettivamente attenzione alle due cose allo stesso tempo, ma passa dall’una all’altra rapidamente e di continuo. Questo “rimbalzo” tra uno stimolo e l’altro richiede però molta energia e può rallentare la buona performance del guidatore, diminuendo così i tempi di reazione, portando a commettere errori, soprattutto quando uno dei due compiti richiede molta più concentrazione dell’altro.

Regolare il volume della radio alla guida
Un automatismo cognitivo tende a far abbassare il volume in auto, foto @web

Per questo motivo, abbassare il volume della radio è utile a ridurre le energie del cervello che richiede il compito secondario, per concentrarsi su quello primario.