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Buoni benzina, questi rubano solo i soldi: non prenderli

In un periodo di crisi, ottenere dei buoni benzina farebbe molto comodo, laddove fosse realmente possibile. Spesso, troviamo online determinate insidie. Inoltriamoci nell’argomento, parlando dei buoni benzina da non prendere.

Salvo circostanze eccezionali, date da particolari premi stabiliti dalle grandi catene di distribuzione del settore carburanti, bisognerebbe stare all’erta per quanto concerne le possibilità residue di procacciarsi dei buoni benzina.

Attenzione ad eventuali messaggi, o richieste telefoniche, che potrebbero giungervi a proposito di buoni benzina.

La tentazione è sempre lì in agguato, e, visto il momento di difficoltà che vivono molte famiglie, specialmente per via del rincaro subito dalle fonti energetiche, potrebbe indurre a stipulare dei contratti online non proprio “puliti”. Per gli stessi intendiamo dei contratti con termini e condizioni non proprio trasparenti, ma c’è di più.

Molte volte, infatti, non si capisce la ratio che si trova dietro tali contratti, perché i medesimi vengono proposti. Ma, per come accennato in precedenza, chi si ritrova in difficoltà finanziaria, e fatica ad arrivare a fine mese con l’inclusione della spesa in fonti energetiche, tende a non porsi molte domande. Come distinguere allora le proposte da non prendere in considerazione, e che causano solamente la perdita di denaro?

Come funzione la truffa dei buoni benzina

Tutto parte da un canale apposito su WhatsApp. In pratica, potreste finire nella rete dei malintenzionati semplicemente con l’inclusione (ovviamente da voi non richiesta), del vostro numero WhatsApp nel suddetto canale.

Dalle discussioni presenti sul canale, intraprese dai promotori, ma “supportate” altresì da pubblico compiacente, con profili WhatsApp creati ad hoc dalla stessa organizzazione, si lascia presagire la possibilità d’ottenere, per via gratuita, un bonus benzina del valore di 100 euro. Per non destare sospetti, i buoni in questione sarebbero rilasciati, per come dichiarato, da una nota compagnia di rifornimenti.

E’ poi normale che, oltre ai messaggi degli organizzatori, troverete altresì messaggi di gente che manifesta interesse per l’iniziativa, ma senza che prima abbia avuto modo di toccare con mano la medesima.

Nel momento in cui si procede, cliccando sull’interessante link che dovrebbe condurre a prenotarsi per la ristretta possibilità d’ottenimento del buono, ci si ritroverà di fronte ad un form da compilare. naturalmente, il buono non esiste, e vorranno carpirvi, tramite il form stesso, dei dati sensibili.

Un esempio fra i messaggi-truffa.

Tra i dati richiesti, anche quelli bancari (anche se non c’è nulla da pagare, vi verrà segnalato che l’inserimento degli stessi risulta fondamentale). E’ così che subirete, a vostra insaputa, per mezzo del pishing, dei prelievi coattivi dalla vostra carta di credito o conto bancario. Inutile dire che neppure il noto brand di rifornimento c’entra nulla nella faccenda.

La truffa su WhatsApp era già stata svelata da Bufale.net, ed inoltre, sta girando una truffa dello stesso genere, tramite sms. E’ bene ricordarsi, in conclusione, che nessun dato sensibile, quali anche i dati bancari, verranno mai richiesti via e-mail, sms, WhatsApp, telefono.