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Divieto di sosta, così la multa non la paghi: da oggi sfrutta questo trucco

Un posto inspiegabilmente libero tra fila di auto interminabili. Parcheggiamo l’auto e al ritorno la brutta sorpresa della multa per divieto di sosta attaccata al parabrezza. Ma ci sono casi in cui è possibile non pagare.

Il divieto di sosta è la chimera di tutti gli automobilisti. Quando si ha fretta e si deve necessariamente parcheggiare la macchina per un appuntamento, o per arrivare in tempo al lavoro, spesso l’unico posto libero è guarda caso quello dove è posto il segnale di divieto di sosta. E allora pensiamo “tanto è per una mezz’oretta, chi se ne deve accorgere”. Ma è proprio la maledizione dell’automobilista. Quando lasci l’auto in divieto di sosta, i vigili passano dopo pochi minuti e ritroverai una spiacevole multa sul vetro.

Divieto di sosta segnaletica

Questo nel migliore dei casi, perché nel peggiore la macchina verrà rimossa se le forze dell’ordine ritengono che ostacoli la circolazione o nel caso in cui il divieto di sosta sia in prossimità di un Passo Carrabile. In alternativa, possono essere applicate le ganasce alle ruote. Un passo carrabile viene autorizzato dall’ente proprietario della strada nel rispetto della normativa edilizia e urbanistica vigente, e la sua realizzazione dev’essere ultimata osservando determinate condizioni.

Solitamente, nella zona antistante ai passi carrabili vige il divieto di sosta, segnalato con l’apposito cartello, ma in alcuni casi sono subordinati alla richiesta di occupazione del suolo pubblico. Il divieto di sosta è regolamentato dall’articolo 158 del codice della strada, che ne disciplina uso e situazioni, oltre ovviamente a stabilirne le relative sanzioni.

Le multe per divieto di sosta sono variabili. Chi parcheggia in divieto di sosta rischia una sanzione amministrativa che va da 41 a 168 euro. La gravità varia da caso a caso: se per esempio con la sosta vietata si ostacola il transito di mezzi pubblici, forze dell’ordine,  ambulanze o vigili del fuoco, la multa raddoppia e passa da 84 euro a 335 euro. In queste circostanze si incappa anche nella sanzione accessoria della decurtazione di 2 punti dalla patente e addirittura del ritiro della carta di circolazione.

Multa per divieto di sosta: quando puoi fare ricorso

Il codice civile prevede numerose circostanze in cui l’automobilista multato per divieto di sosta è abilitato a fare ricorso.

Il più classico dei casi è quello della qualità del segnale stradale deputato alla segnalazione del divieto di sosta. Non solo deve essere presente e integro, ma deve essere anche ben leggibile. Basta anche che sia leggermente piegato o addirittura rivolto verso un’altra angolazione rispetto a quella corretta, che la multa perde di validità.

Segnaletica divieto di sosta non valida
Un tipico caso in cui la multa non è valida perché la segnaletica è abbattuta.

Si può fare ricorso anche nel caso in cui ci fossero due segnali che non sono concordanti, nel senso che uno indica una cosa e l’altro un’altra e le due circostanze sono incompatibili. Infine, se l’auto viene lasciata in divieto di sosta per comprovate necessità, come quelle di una emergenza (ad esempio per soccorrere qualcuno che si trova nella nostra abitazione), allora la multa verrà sicuramente annullata in fase di ricorso, ma ovviamente occorrerà prima passare dal giudice di pace, che dovrà ascoltare le motivazioni e qualche testimonianza.