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Furti auto: dal classico della borsa aprendo la portiera ai catalizzatori

Il fenomeno dei furti auto è una piaga costante nel settore automobilistico. I ladri d’auto sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Anzi, in periodi di recessione come questo i furti aumentano a macchia d’olio. I ladri prendono quello che possono: da una borsa mal custodita sul sedile a parti di auto come il catalizzatore, fino al furto dell’intera vettura. Vediamo come.

Cambiano i tempi, aumenta la tecnologia e per certi versi la sicurezza delle auto: antifurto satellitari, chiavi elettroniche, immobilizer, ma i ladri si aggiornano di pari passo e trovano sempre il modo di approfittarsi delle situazioni. E così ci sono i furti cosiddetti “grandi classici”, come quello della borsa incustodita mentre si carica o scarica la spesa dall’auto, fino a quelli di recente ingegno come quello del catalizzatore.

Furti auto: la tecnica della portiera

Furti auto: come ostacolare i ladri e i trucchi per evitare spiacevoli incidenti

I ladri ne sanno una più del diavolo. Nonostante i produttori di auto s’ingegnino per trovare sempre nuovi sistemi di sicurezza più evoluti, i ladri è come se sostenessero corsi di aggiornamento che però nessuno ha mai tenuto. Imparano dalla strada, o da tentativi andati a vuoto. Il ladro può essere occasionale, nel senso che prende ciò che riesce in base alla situazione, o organizzato. Se ad esempio ha poco tempo e il luogo non è desolato, è improbabile opti per il furto dell’intera auto. Bensì andrà a focalizzarsi su obiettivi più semplici e veloci, come il furto di borse, smartphone od oggetti sensibili lasciati incustoditi nell’abitacolo.

Un grande classico è il furto con tecnica della portiera: i ladri approfittano di un momento di distrazione dei proprietari delle auto in sosta per derubarli. Poi ci sono i cosiddetti “furti lampo”, più probabili quando il conducente sale in auto, poco prima di mettere in moto, quando è fermo in sosta, oppure mentre si caricano o scaricano spesa o (come in questo periodo) bagagli per partire e andare in villeggiatura. Altre volte i ladri useranno cacciaviti o altri arnesi del mestiere per forzare la serratura e lì c’è poco da fare….

Ci sono però dei trucchetti e delle accortezze che possono aiutarci a prevenire questi spiacevoli incidenti, scoraggiando il ladro occasionale che verosimilmente andrà a vuoto o punterà (per fortuna nostra e sfortuna di altri) altre vetture. Il primo è sicuramente mettere sempre borse, portafogli e marsupi nascosti nell’abitacolo, ad esempio all’interno di tasche invisibili, cassetti o anche sotto al sedile. Quando si sta in sosta al semaforo dentro l’auto chiudersi sempre con l’immobilizer, anche per brevi soste.

Un’altra buona norma è di diffidare sempre di automobilisti che si accostano con l’auto accanto alla nostra in cerca di aiuto. Spesso è solo una scusa per farci scendere dall’auto (specialmente se viaggiamo da soli) e rubare indisturbati oggetti, o persino l’intera auto, mentre siamo distratti o abbiamo la visuale oscurata. Evitare poi di lasciar spiragli nei finestrini. Lo si fa spesso quando fa molto caldo e l’auto viene parcheggiata al sole, per evitare che la temperatura a bordo cresca vertiginosamente rovinando rivestimenti interni e aggeggi elettronici come schermi e computer di bordo. Ma è meglio evitare…per un ladro è facilissimo abbassare un finestrino con uno spiraglio o arrivare alla maniglia con gli arnesi più strani.

Furti auto: il fenomeno crescente del furto del catalizzatore, perché viene rubato?

Catalizzatori rubati: intercettato un carico dai carabinieri
Catalizzatori rubati: intercettato un carico dai carabinieri. ph@palermotoday

Una delle novità, e un fenomeno sempre crescente nei furti d’auto, è il furto del catalizzatore. Si tratta di una spiacevole situazione perché è una parte che non siamo in grado di proteggere con i sistemi antifurto più diffusi. Per i ladri è una trovata geniale, in quanto è un furto che si mette a segno in pochi minuti e si opera da sotto l’auto, quindi è facile che il ladro non venga visto, specialmente di notte o in luoghi isolati come parcheggi o garage. Non c’è quindi un modo efficace di prevenire questo tipo di furti, purtroppo, se non quello di evitare di lasciare l’auto in luoghi isolati, poco frequentati e non sicuri, specialmente se parliamo di auto nuove e costose (in genere il focus di questo tipo di furti).

Ma perché i ladri si sono “inventati” questo tipo di furto solo adesso, quando i catalizzatori esistono da più di 30 anni? Bene, è presto detto. Il catalizzatore è una parte molto costosa dell’auto: un ricambio di tale parte può costare da 600 a più di 1000 euro. Quindi, una volta messo a segno il furto, il ladro può smerciare il pezzo al mercato nero dei ricambi, oppure approfittare dei costosi materiali di cui è composto. I catalizzatori contengono infatti una buona quantità di costosi elementi quali platino, palladio e rodio, che valgono fino a 10 volte di più dell’oro e possono arrivare all’incredibile cifra di 800.000 euro al kg. Se poi pensiamo che in ogni marmitta catalitica ci stanno dai 6 ai 30 grammi di metalli rari, si capisce perché i ladri puntino al furto di questo elemento.

I consigli per evitare furti dell’auto, di parte di essa, o di oggetti a bordo sono sempre gli stessi quindi. Ma a volte c’è poco da fare. Se volete dormire sogni tranquilli lasciando l’auto in sosta, meglio fare un’assicurazione contro il furto, specialmente se la macchina è nuova di grande valore.